UNA VOLTA LA CHIAMAVAMO ESTATE, ORA È UN FORNO
ESTATE 2023

A forza di abusare delle risorse terrestri, ci siamo costruiti il forno crematoio?
Toc-toc: sono l'apocalisse svegliati apri gli occhi e mettiti in salvo.
Antonio si toccava la pancetta, se la ricordava soda e liscia, ora era umida, fluida come un gel liquefatto, si stupì per il tatto viscoso che gli procurava, gli venne in mente che attorno a lui l'aria raggiungeva 40 gradi, faceva caldo, molto caldo, ‘che bello ’, il suo lardo si stava squagliando, poi pensò alla Grecia con le isole che bruciavano, Rodi e Corfù, mentre un'isola minore bruciò completamente, ma poi la Sardegna, Palermo accerchiata dal fuoco, l'intera Italia a macchie di Leopardo in fiamme. Pensò alle Isole Canarie il fuoco del vulcano modificò la circonferenza dell'isola bruciando tutto al suo passaggio e oscurando l'intera isola di polvere di pomice. Pure la California era in fiamme, le foreste bruciano con le ville dei VIP incorporate, gli amanti della convivenza con gli animali selvaggi del bosco ora sono in fuga disperata. Pure le foreste del Canada bruciano da settimane, colui che si era fatto la casetta piccolina in Canada coi fiori di lillà, ora è cenere, è andata in fumo. Le foreste siberiane bruciano per un’estate intera, anche se nessuno ne parla. Le Hawaii sono bruciate, proprio ora ho sentito la notizia dell'isola d'Elba in fiamme. Finito l’emisfero nord, comincia a bruciare quello sud con l’Australia.
La situazione fece capire ad Antonio che la sua pancetta che si scioglieva al sole gli segnalava un grave allarme, che l'Apocalisse era vicina.
Tutto questo bruciare del legno delle foreste, il carburante dei motori, insieme al fuoco chimico delle bombe, non fa che aumentare ulteriormente la temperatura dell'atmosfera terrestre.
Pure gli oceani e i mari interni subiscono l'aumento della temperatura delle loro acque, diminuendone l’ossigenazione innescano la migrazione dei pesci, quando va bene, oppure muoiono boccheggiando.
Le stesse acque dei mari interni surriscaldandosi evaporano, sembra che fumino, il vapore acqueo sale e le nubi si addensa diventando nere con fulmini a ripetizione.
La legge fisica dei vasi comunicanti fa livellare il differenziale delle temperature, creando vortici delle correnti d'aria violenti, che creano un camino dove la nuvola nera scarica la sua acqua dal volume di un lago medio su una zona limitata. Il lago che prima era nella nuvola ora è a terra e allaga tutto, rovescia alberi, riempie le case di fango, accumulando le auto nuove in mucchi di rottami negli angoli più bassi. A tutto questo si deve aggiungere, le mele di duro ghiaccio, una grandine che spacca vetri, tetti e impianti fotovoltaici, riducendo le lamiere delle auto in masse informi, una quasi Apocalisse.
A Giobbe Dio domandò:
“Sei forse entrato nei depositi della grandine, che io ho riservato per il tempo della calamità, per il giorno della battaglia e della guerra?”. Giobbe 38:22
Con l’aumento delle temperature, pure i ghiacciai si sciolgono, le catene montuose ricoperte di bianca neve non brillano più, si sono spente, i poli si sciolgono a vista d'occhio, il clima è sofferente e reagisce riducendo le scorte di acqua dolce.
Che dire dell'aria che ci circonda carica di fuliggine radioattiva e urticante che brucia la pelle esposta? Sono le centrali atomiche ferite che rilasciano tutta la gamma di radiazioni e le polveri chimiche delle bombe esplose che si incrociano coi nostri radicali liberi procurandoci al loro impatto una microesplosione, sparando a sfera i protoni e gli elettroni a tutte le cellule circostanti, procurandoci un intenso bruciore di un secondo che ci demolisce un bel po’ di cellule, e sovente sono la scintilla per un carcinoma.
Fuoco, Grandine, camini di vento veloci, laghi celesti che cadono a cascata, i coni gelati dei poli che si sciolgono, le radiazioni delle centrali atomiche ferite, la chimica urticante delle bombe esplose che viaggia sul vento, il grasso di Antonio che si liquefa per i 40 gradi, l'Apocalisse di fuoco è più vicina che mai.
Tu ti senti solo? Ti senti abbandonato? Ti senti un pulcino bagnato? Cosa pensi di fare? Non lo sai? Vuoi che te lo dica io?
No! Nessun singolo uomo può risolvere il problema, neanche una squadra con un solo pensiero può risolvere il problema, perché si troverebbe altre squadre contro, io come te sono pure un pulcino bagnato in cerca di un aiuto, di qualcuno che mi protegga. Insieme chiediamolo a colui che ha fondato la Terra, colui che la resa stabile per una durata eterna:
“Questo è infatti ciò che dice Geova, il Creatore dei cieli, il vero Dio, colui che ha formato la terra, che l’ha fatta e l’ha stabilita solidamente, che non l’ha creata senza scopo, ma l’ha formata perché sia abitata: “Io sono Geova, e non c’è nessun altro. Non ho parlato in segreto, in qualche angolo tenebroso della terra" Isaia 45:18
Colui che ha stabilito solidamente la Terra, ha posto dei vigilanti di guardia detti Ecosistemi che intervengono quando la stabilità della Terra viene minacciata, Lui, l'Eterno sa come fare per risolvere il problema.
È sicuro di sé, ce lo confermano le domande che face al fedele Giobbe con voce ferma e tono incalzante, domande che oggi rivolgiamo all'uomo arrogante:
" Allora Geova rispose a Giobbe dal turbine: “Chi è costui che oscura i miei propositi e parla senza conoscere? Su, preparati e agisci da uomo; io ti farò domande, e tu informami. Dov’eri tu mentre io fondavo la terra? Dimmelo, se pensi di saperlo. Sai forse chi ne ha deciso le dimensioni o chi ha teso su di essa la corda per misurare? Dove sono state fissate le sue basi o chi ne ha posto la pietra angolare" Chi ha sbarrato con porte il mare?
La terra si modella come argilla sotto un sigillo, e tutto prende forma come gli ornamenti di una veste.
Ti sono state rivelate le porte della morte o hai visto le porte della profonda oscurità?
Chi ha generato le gocce di rugiada?
Chi dà alla luce la brina del cielo?
Puoi far uscire una costellazione al tempo stabilito?
“Dovrebbe colui che critica contendere con l’Onnipotente? Risponda colui che vuole rimproverare Dio”
Parla, se sai tutte queste cose.
Giobbe rispose a Geova: “Io sono indegno. Che cosa posso risponderti? Mi metto la mano sulla bocca.” Giobbe capitolo 38
Anche noi mettiamoci la mano sulla bocca perché non possiamo rispondere a Dio. Ma possiamo rispettare gli ecosistemi che ci proteggono. Va ricordato che gli ecosistemi sono gli algoritmi di Dio.
Tuttavia, gli Ecosistemi sono severi, il primo che portò le acque nello stato attuale, fu il Diluvio dove le acque intense che velavano la Terra furono liberate e coprirono i tre quinte della Terra, riempiendo la valle dell’Eden ora il Mar Nero.
Come fu profetizzato dall'Apostolo Pietro sarà il clima ad essere equilibrato con un secondo intervento di un altro Ecosistema, un secondo Guardiano della Terra, leggiamo le parole di Pietro:
" Loro, però, ignorano di proposito questo fatto: molto tempo fa c’erano i cieli e una terra posta solidamente fuori dall’acqua e fra le acque mediante la parola di Dio, e mediante quelle cose il mondo di allora subì la distruzione quando fu inondato dall’acqua. Ma mediante la stessa parola i cieli e la terra attuali sono riservati al fuoco, custoditi fino al giorno del giudizio e della distruzione degli empi." 2Pietro 3:5
Le cose saranno messe a posto immancabilmente, ma sarebbe molto meglio se noi accettassimo di non rovinarle.
Una volta Antonio la chiamava estate ora la percepisce come un essiccatoio, un preludio all’Apocalisse.
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