COME UNA FAVOLA DIVENTA REALTÀ
DESIDERARE TANTO UNA META DA CREDERE DI ESSERCI GIÀ ARRIVATI

Una favola per i grandi ma una realtà per i piccini.
Desiderare tanto una cosa da convincersi che sia vera non è un’esclusiva solo per i bambini.
Un mondo da favola dove il bambino desidera così tanto il suo sogno da credere che esista veramente.
Un sogno si avvera quando colui che sogna ci crede veramente.
Così è per il bambino che crede a Babbo Natale, il desiderio che venga davvero con le renne e la slitta volando in cielo la notte di Natale per portargli i regali, lo vive come realtà. È così convinto che gli toglie il sonno e rimane in attesa che arrivi per vederlo sotto il suo sacco curvo con la barba bianca e il berretto rosso. Il bambino è talmente convinto che lo vede già fuori vicino alla canna fumaria sulla slitta con le sei renne. Rimane sveglio e fiducioso che presto lo vedrà uscire dal caminetto. Per lui non è una favola ma realtà.
Se ora il gioco del credere alle favole sognando una meta, lo fanno gli adulti, la posta in gioco aumenta così tanto da desiderare il paradiso terrestre o celeste.
La credenza di entrare nel paradiso celeste, o terrestre, potrebbe aver condizionato così tanto il desiderio degli adulti sognatori di favole, da farlo avverare veramente?
A questo punto ci chiediamo: può il sogno di una favola avverarsi e divenire realtà?
Si! Perché dipende dal potere che ha colui che lo promette.
Per il bambino, è il papà che si traveste e impersona Babbo Natale a realizza il sogno.
Per il credente adulto è Dio che ha già fatto i due paradisi e farà diventare realtà i sogni.
La favola o sogno del paradiso lo ha promesso niente meno che Colui che è l'Alfa e L'Omega, il principio e la fine, l'Onnipotente, colui che fa essere ciò che vuole che sia, ha fatto scrivere questo futuro come se fosse già storia avvenuta:
"E colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, faccio nuova ogni cosa!” E aggiunse: “Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veraci”. E mi disse: “Si sono avverate! Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine". Rivelazione 21:5
"Io sono l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine. Rivelazione 21:7
“Io sono l’Alfa e l’Omega”, dice Geova Dio, “Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente”. Rivelazione 1:8
Geova Dio ha tutto e da generosamente e gratuitamente, non è come le organizzazioni di questo sistema che chiedono ai loro associati di dare a chi ha bisogno, del loro, ma non dando mai del proprio.
Questo bel sogno di cui abbiamo la conferma dall'Onnipotente che si avvererà è diverso dalle favole che si raccontano ai bambini.
Sono fantastiche le favole che i bambini piccoli credono, una è queste e Babbo Natale che a mezzanotte scendendo dal camino, gli porta i doni sotto l'albero.
E in modo simile sono gli adulti che credono nel paradiso celeste, o in un luogo di beatitudine come il nirvana, luoghi di godimento senza nulla fare. Questo credere nell’euforia passiva, non è una cosa logica, perché ogni creatura in cielo e sulla terra ha bisogno di essere dinamica, dobbiamo in qualche modo operare, non siamo stati fatti per vivere con le mani in mano.
Il Paradiso esiste, ma va immaginato come luogo in cui tutti sono dinamici e impegnati.
Un altro desiderio che alcuni anelano è quello di essere onorati, un privilegio che per ottenerlo sono disposti a dare ciò che hanno. Satana fu il primo che espresse questo desiderio perché disse a Gesù:
"Se solo mi onori con un atto di adorazioni ti darò tutto il mondo."
Anche gli Scribi e i Farisei volevano ricevere onore, per ottenerlo agivano in modo ipocrita, camminavano fieri col segno della santità in fronte e pregavano in modo vistoso, fermandosi negli angoli della strada per essere visti da più persone, indossavano delle lunghe vesti con campanelli appesi che suonavano ad ogni passo.
Pure tra gli Apostoli c'era il desiderio degli onori, Giacomo e Giovanni volevano essere uno a destra e l'altro a sinistra di Gesù nel suo Regno, addirittura Pietro disse: tutti gli altri ti possono girare le spalle, io no, a me non succederà mai di tradirti; sei ore dopo il gallo cantò e Pietro aveva già rinnegato Gesù tre volte.
Oggi molte organizzazioni basano la loro esistenza dando incarichi ai loro sostenitori, molti di questi corrono solo per essere qualcuno, per primeggiare su altri, avere un nome che conti, questi che corrono per gli onori non sanno di correre dietro al vento.
Quanto è davvero utile e ragionevole accontentarsi e provare soddisfazione di ciò che abbiamo:
"È meglio godersi quello che i propri occhi vedono che perdersi, (correre) dietro ai propri desideri. Anche questo è vanità e un correre dietro al vento." Ecclesiaste 6:9
Ognuno di noi deve percorrere la propria vita come il viaggiare di una cometa, sia essa grande o piccola, noi siamo il nucleo centrale con una lunga coda dietro, è logico che guardiamo in avanti il libero spazio, ma teniamo anche conto di tutto ciò che ci sta dietro, il nostro passato, e saremo contenti, di proseguire verso la meta, il sogno.
Pure il giocatore incallito sogna la buona sorte, convinto di vincere una grossa somma al totocalcio, e si gioca anche le mutande, possiede il numero vincente, il prossimo è quello giusto e lo gioca freneticamente. Ma rarissimamente questo desiderio si avvera.
Questi sono sogni e desideri, a corto raggio, si basano sulla capacità del dio della buona fortuna, inconsapevoli che è un dio ingannevole.
Tuttavia, il massimo dei sogni è tutta un'altra cosa, è il desiderano di vedersi in un paradiso, promesso dall'Alfa e l'Omega, l'Onnipotente, fiduciosi che Lui ha i mezzi per realizzarlo.
Il bambino desidera tanto Babbo Natale che alla fine arriva veramente, anche se non sa che è il papà travestito, coi regali.
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